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8 cose da fare dopo il corso di Sommelier di Daniele Cernilli

10/01/2018
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Finalmente hai realizzato il tuo sogno… dopo mesi, anni di lezioni in aula, gruppi di studio e palestre di assaggio ti sei finalmente diplomato/a Sommelier! Complimenti vivissimi! E adesso… che succede?

Partendo dal presupposto che tu non intenda utilizzare la tua formazione specifica in un’ottica professionale, ma piuttosto amatoriale (come oggi avviene per circa l’80% dei diplomati ai corsi delle varie associazioni di categoria), ecco un breve vademecum per affrontare in modo proficuo il tuo nuovo status nel mondo:

1) La prima cosa è capire che non sei nessuno. Suona male, vero? Sei come un ingegnere al primo giorno di cantiere… anche l’ultimo operaio ne sa più di te. Il tuo percorso di apprendimento è appena cominciato: devi crescere, fare pratica, accumulare esperienza. Se pensi di essere arrivato sei fuori strada. Ci sono un mucchio di produttori di vino e di enologi là fuori pronti a sbranarti con il sorriso sulle labbra non appena alzi la cresta o ti pavoneggi, o anche semplicemente apri bocca senza avere le spalle quadrate. Io te l’ho detto, eh…

2) Organizzati con degustazioni casalinghe tematiche. Appronta un calendario di assaggi, focalizzandoti ogni settimana su una varietà, iniziando dai vitigni internazionali. Una settimana il Merlot, una settimana il Cabernet Sauvignon, una settimana lo Chardonnay, eccetera. Assaggia almeno 10-12 vini e registra le note di degustazione. Zone diverse, annate diverse, stili diversi. Sforzati di cogliere l’anima di ogni varietà. Sforzati di memorizzarla. Lavora sui fondamentali. Poi, con il tempo passa alle singole denominazioni. Sembra un lavoro, ma è divertente.

3) Partecipa regolarmente a serate di assaggio fra appassionati, se possibile con cadenza settimanale. Il confronto aiuta a crescere. Inoltre, con una colletta fra winelovers, di tanto in tanto potrai permetterti di degustare qualche bottiglia costosa. Se sei ricco meglio per te, ma condividere certe esperienze non ha prezzo.

4) Cimentati con i vini che hanno fatto la storia. A prescindere dai tuoi gusti personali (“i vini francesi mi fanno venire l’emicrania”) o dai tuoi orientamenti (“bevo solo vini biodinamici”) è necessario che un “intenditore” quale vuoi diventare abbia assaggiato i grandi vini. Almeno alcuni! Dopo magari puoi anche parlarne male, ma prima assaggiali. Un Sassicaia, un Barolo di Rinaldi, un Brunello di Soldera, un Amarone di Bertani, un Bricco dell’Uccellone, un Tignanello, un Cervaro della Sala… solo per sparare nel mucchio restando in Italia! Oggi va di moda etichettare questi vini come “banali” e ad applicare le etichette di solito è gente che non li ha mai bevuti.

5) Abituati ad assaggiare vini da tutto il mondo, anche e soprattutto dal Nuovo Mondo. Lo sciovinismo nel nostro campo ti sega le gambe. Scoprirai stili e interpretazioni stupefacenti, allargherai i tuoi orizzonti, spesso spenderai meno e berrai bene. Mai provato gli Chenin Blanc del Sudafrica?

6) Goditi il mondo fantasmagorico dei vini naturali ma esercita il tuo senso critico. Nel nostro campo ha senso schierarsi soltanto dalla parte del VINO BUONO, perchè il vino è, e deve essere, prima di tutto un piacere. Bevo molti vini naturali, e i miei preferiti mi piacciono più di tanti vini “tecnici” perchè hanno un’energia, una vibrazione che non riscontro altrove. Sono fatti da gente proprio in gamba. Tuttavia, una buona fetta dei vini naturali in circolazione vale poco. Sono semplicemente vini mal riusciti. In barba a tutta la filosofia di cui sono rivestiti, non sono buoni. Lo so lo so… è un discorso soggettivo, direte. E invece no. Noi, anche tu, dobbiamo saper valutare con esattezza la qualità di un vino, fa parte della nostra “cassetta degli attrezzi”.

7) Momenti di grande piacere sono le visite in cantina. Prenditi il tempo per andare in azienda, ma non limitarti ai vini: fatti mostrare i vigneti, fatti spiegare il terroir, ascolta la storia. E ricorda… i vini in azienda sembrano sempre più buoni, non prendertela fa parte del gioco.

8) Iscriviti a corsi di perfezionamento, investi in formazione. Anche solo per tua soddisfazione personale. Frequentare ambienti nuovi significa adottare nuove prospettive, conoscere persone, stringere legami. È un processo in divenire. Non fossilizzarti, il mondo del vino è fluido, non aspetta chi si ferma.

Un tempo l’Italia era il paese degli allenatori di calcio, oggi sono tutti intenditori di vino. Incontrerai sempre persone interessate unicamente a dimostrarti che ne sanno quanto e più di te, anche se magari si sono appena iscritte a un corso di avvicinamento e tu col vino ci campi da anni. Funziona così. L’umiltà e una calma zen sono il miglior antidoto. Alla prossima!
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